1. Apertura e chiusura di fronte allo straniero

1996
Halte à
l'immigration
illégale

Due sagome fantomatiche si profilano sullo sfondo di un paesaggio buio. Al di sopra di queste ombre, che potrebbero rappresentare due clandestini, il testo Stop all’immigrazione illegale, sì all’iniziativa popolare occupa i tre quarti della superficie del manifesto. Centrata sul tema dell’asilo, l’iniziativa lanciata dall’UDC stabilisce un legame tra questo flusso migratorio e la nozione d’illegalità. Alimentando un sentimento di paura, il partito sfrutta un’immagine cupa per simbolizzare la clandestinità e il superamento illegale dei confini.
2. Questioni economiche e demografiche

2004
Ohne uns
geht nichts

Il movimento « Solidarietà senza confini » illustra il risultato del rinvio degli stranieri. Una fotografia, che occupa tutto il poster, mette in scena un appartamento, che sembra essere quello di una famiglia (presenza di giocattoli) della classe media (un salotto spazioso, ma senza sfarzi). Si nota subito il disordine ; un cesto di bucato è presente in primo piano. Il rinvio di Ana Maria Garcia ha lasciato la famiglia Müller senza donna delle pulizie, recita il testo, sottolineando che senza gli stranieri non funziona più nulla, tanto per l’economia, quanto per la sicurezza sociale o la cultura.
3. Diritti umani

2006
Tables de la loi
selon Blocher

Il manifesto fa riferimento a Mosè e alle tavole della legge attraverso una rappresentazione caricaturale di Christoph Blocher sulla montagna, con in mano le leggi sugli stranieri e sull’asilo. L’esponente dell’UDC calpesta il simbolo della giustizia, così come i testi della Convenzione di Ginevra e della Costituzione federale. Sullo sfondo, tre individui fuggono inorriditi. Rappresentato sotto i tratti di Satana, il tribuno diventa il nemico assoluto, le cui proposte sono giudicate contrarie ai valori e ai diritti umani.
4. Diversità culturale

2003
Comment
les juifs...

Proveniente da una serie il cui obiettivo è di denunciare i luoghi comuni razzisti e xenofobi, questo manifesto richiama l’attenzione dello spettatore sull’interiorizzazione dell’antisemitismo, suggerendo che nessuno può sfuggire ai cliché razzisti. Viene così sottolineata la dimensione irrazionale del razzismo. Gli stereotipi fisici sono anche presenti attraverso il viso dal naso arcuato, dalla bocca larga, dai capelli neri, tutti elementi classici della propaganda antisemita.