1. Apertura e chiusura di fronte allo straniero

1966
Stop der
Überfremdung

L’uomo sulla fotografia rappresenta un emigrante in arrivo dall’Italia o da un altro paese dell’Europa meridionale. Ritratto al centro di una bandiera svizzera, lo straniero fa irruzione in un emblema altamente simbolico della nazione. La sua pesante valigia può essere interpretata come il segno del suo insediamento a lungo termine sul territorio elvetico. Le griglie simbolizzano il modo in cui il Partito democratico zurighese vorrebbe contrastare l’arrivo di nuovi lavoratori stranieri ed esprimono così il rifiuto di vedere affluire altri operai meridionali.
2. Questioni economiche e demografiche

1970
Votez non

La metafora del ramo segato è ricorrente durante tutta la campagna contro l’iniziativa Schwarzenbach. Viene usata in particolare dagli ambienti padronali che, tramite la Società per lo sviluppo dell’economia svizzera, conducono una campagna di opposizione molto attiva. Il loro discorso è essenzialmente centrato sui benefici dell’immigrazione, giudicata indispensabile allo sviluppo economico del paese e quindi alla sua prosperità, rappresentata dall’albero preso di mira dal cittadino svizzero, chiaramente identificabile dal costume tradizionale.
3. Diritti umani

1977
Ras le bol

Evitando di rappresentare personaggi, stranieri o svizzeri, il manifesto vuole semplicemente affermare che la misura è colma : i cittadini sono stufi delle votazioni « contro l’infores- tierimento ». Si tratta infatti, in meno di dieci anni, della quarta e quinta iniziativa sul tema. Tacciati di xenofobi, questi oggetti sono condannati senz’altri argomenti. Il messaggio biasima l’accanimento di certi partiti nel volere ridurre la parte di popolazione straniera residente in Svizzera.
4. Diversità culturale

2004
Made in
Switzerland

La denominazione di origine, il famoso Made in Switzerland, è impiegato per descrivere una Svizzera diventata multiculturale. La fotografia dei bebè dai colori di pelle diversi esprime visualmente questo messaggio di coesione attraverso la diversità. I bimbi guardano verso l’alto, forse verso un futuro più aperto in cui l’integrazione grazie alla naturalizzazione sarà facilitata, come richiesto dai sostenitori delle iniziative. I fanciulli evocano però soprattutto direttamente il tema delle votazioni, che riguarda la seconda e la terza generazione di stranieri.