1. Apertura e chiusura di fronte allo straniero

1936
Oui contre
le communisme

Durante gli anni 1930, lo stereotipo dello straniero trova il suo parossismo nella figura del comunista che cristallizza, per i conservatori, le inquietudini e le angosce latenti legate al contesto agitato del primo dopoguerra. La caricatura di Stalin, che domina la città di Ginevra, illustra le paure di un’ invasione culturale e ideologica che porta i politici, diventati marionette di Mosca (Léon Nicole a destra e Jean Vincent a sinistra), alla loro perdita e a quella dell’intero paese. Il loro tradimento lascia così la porta spalancata all’invasione sovietica.
2. Questioni economiche e demografiche

2000
Non au seuil
d'intolérance

La linea chiara e i colori ricordano i fumetti belgi, così come il personaggio, dai tratti di Tintin, che taglia la siepe. Quest’ultima è costituita dagli stranieri che si presentano alla frontiera svizzera, contrassegnata dalla bandiera nazionale. Il personaggio del nano di giardino simbolizza dal canto suo la grettezza di spirito della proposta di limitare gli stranieri al 18% della popolazione residente. Il ricorso al linguaggio del fumetto permette così ai sindacati di sottolineare l’assurda logica di questa scelta politica, usando una rappresentazione fortemente stereotipata dei diversi protagonisti.
3. Diritti umani

2006
Tables de la loi
selon Blocher

Il manifesto fa riferimento a Mosè e alle tavole della legge attraverso una rappresentazione caricaturale di Christoph Blocher sulla montagna, con in mano le leggi sugli stranieri e sull’asilo. L’esponente dell’UDC calpesta il simbolo della giustizia, così come i testi della Convenzione di Ginevra e della Costituzione federale. Sullo sfondo, tre individui fuggono inorriditi. Rappresentato sotto i tratti di Satana, il tribuno diventa il nemico assoluto, le cui proposte sono giudicate contrarie ai valori e ai diritti umani.
4. Diversità culturale

2004
Made in
Switzerland

La denominazione di origine, il famoso Made in Switzerland, è impiegato per descrivere una Svizzera diventata multiculturale. La fotografia dei bebè dai colori di pelle diversi esprime visualmente questo messaggio di coesione attraverso la diversità. I bimbi guardano verso l’alto, forse verso un futuro più aperto in cui l’integrazione grazie alla naturalizzazione sarà facilitata, come richiesto dai sostenitori delle iniziative. I fanciulli evocano però soprattutto direttamente il tema delle votazioni, che riguarda la seconda e la terza generazione di stranieri.