1. Apertura e chiusura di fronte allo straniero

1987
Tous les pays
se protègent

Un uomo nero porta una valigia pesante sulla quale appaiono diversi adesivi sui quali è stata tracciata una croce, riferimento ai paesi dove la sua richiesta d’asilo è già stata rifiutata. Sullo sfondo, altri individui, in particolare un uomo vestito con un costume tradizionale nordafricano, sono simbolizzati nello stesso modo. Il manifesto incoraggia il popolo svizzero ad inasprire la politica d’asilo e a rinviare i potenziali richiedenti verso i paesi d’origine, insistendo sulla nozione di protezione e presentando l’asilo come una minaccia per il paese.
2. Questioni economiche e demografiche

2000
Initiative
« Anti-Suisse »

Nel 2000, il tema della prosperità continua a essere al centro dell’argomentazione della destra liberale contro le iniziative per la limitazione dell’immigrazione. Il lavoratore dell’Europa meridionale ha però ceduto il posto a figure stilizzate che rappresentano un afflusso proveniente da paesi occidentali, nordamericani ed europei, le cui caratteristiche (matita, cazzuola) evocano la diversità delle figure moderne dello straniero. Lo slogan usa un capovolgimento semantico sorprendente poiché l’iniziativa è chiamata « Anti-Svizzera » piuttosto che « Anti-stranieri ».
3. Diritti umani

1981
Mitenand ja

I sindacati presentano qui un gruppo di uomini riuniti attorno a un fiasco di Chianti. La carnagione e i capelli scuri, così come gli abiti, suggeriscono in modo inequivocabile che i cinque personaggi al centro della fotografia sono degli operai immigrati. A favore dell’iniziativa « Essere solidali », che chiede il miglioramento dei diritti dei lavoratori stranieri, il manifesto afferma che la coesione esiste già nella classe operaia, indipendentemente dalle origini nazionali. Tuttavia, il sesto uomo, che non corrisponde né agli stereotipi fisici né al vestiario del lavoratore immigrato, rimane un po’ in disparte e beve una birra, bibita più locale.
4. Diversità culturale

2009
Minarettverbot

La parte superiore del manifesto è occupata da un donna con il velo, dietro cui si innalzano diversi minareti sul suolo costituito dalla bandiera nazionale. Il rischio di una « islamizzazione » della Svizzera è così mostrato attraverso l’uso di due simboli facilmente identificabili : la burqa e il minareto. Quest’ultimo è reso ancora più spaventoso dalla sua forma che ricorda quella di un missile. Viene così fatto un amalgama tra la minaccia del terrorismo islamico e la presunta volontà dei mussulmani d’imporre il loro potere politico e religioso. Per i promotori dell’iniziativa, il minareto simbolizza questa voglia di conquista del territorio europeo da parte dell’islam.