1. Apertura e chiusura di fronte allo straniero

1922
Extragabe an
Auslände

Sei forestieri dai tratti fortemente stereotipati si lanciano all’assalto della città di Basilea, le mani avidamente tese verso la manna distribuita dall’alto della Spalentor. Dall’altro lato del confine, due svizzeri sono scacciati fuori a pedate da due casette. In segno di cattivo augurio, un gatto nero fa suonare la campana della torre. L’immagine introduce l’idea che gli stranieri beneficiano d’un trattamento privilegiato e che questi abusi aumentano il deficit della città. La frontiera aperta traduce la noncuranza, che spalanca le porte a stranieri senza scrupuli.
2. Questioni economiche e demografiche

2000
Non au seuil
d'intolérance

La linea chiara e i colori ricordano i fumetti belgi, così come il personaggio, dai tratti di Tintin, che taglia la siepe. Quest’ultima è costituita dagli stranieri che si presentano alla frontiera svizzera, contrassegnata dalla bandiera nazionale. Il personaggio del nano di giardino simbolizza dal canto suo la grettezza di spirito della proposta di limitare gli stranieri al 18% della popolazione residente. Il ricorso al linguaggio del fumetto permette così ai sindacati di sottolineare l’assurda logica di questa scelta politica, usando una rappresentazione fortemente stereotipata dei diversi protagonisti.
3. Diritti umani

1996
Pourquoi tant
de haine

Il manifesto condanna l’iniziativa « contro l’immigrazione clandestina » e sottolinea la dimensione ripetitiva dei diversi attacchi lanciati contro la popolazione immigrata in Svizzera. I visi mostrano segni di malumore e di ostilità. Gli sguardi sono orientati verso un personaggio nell’angolo inferiore destro dell’immagine. Costui è l’unico ad avere la pelle scura e rappresenta l’immigrante oggetto delle proteste degli altri individui. Tra di essi, solo un uomo reagisce, indignandosi per l’odio nei confronti degli stranieri.
4. Diversità culturale

2007
Une société
Multiculturelle
a ses limites

Inserendo una moschea in un paesaggio della Svizzera centrale, con il Cervino sullo sfondo, l’Unione democratica federale suggerisce che la chiesa è stata sostituita al centro del villaggio da un luogo di culto islamico, simbolo dell’alterità culturale e religiosa assoluta. La rappresentazione di una Svizzera stereotipata produce un patchwork identitario d’immagini eterogenee. L’attacco sferrato contro il multiculturalismo sfocerà nell’iniziativa, accettata il 29 novembre 2009, contro la costruzione di minareti.