1. Apertura e chiusura di fronte allo straniero

1936
Oui contre
le communisme

Durante gli anni 1930, lo stereotipo dello straniero trova il suo parossismo nella figura del comunista che cristallizza, per i conservatori, le inquietudini e le angosce latenti legate al contesto agitato del primo dopoguerra. La caricatura di Stalin, che domina la città di Ginevra, illustra le paure di un’ invasione culturale e ideologica che porta i politici, diventati marionette di Mosca (Léon Nicole a destra e Jean Vincent a sinistra), alla loro perdita e a quella dell’intero paese. Il loro tradimento lascia così la porta spalancata all’invasione sovietica.
2. Questioni economiche e demografiche

1974
Ferez-vous
leur travail?

Espellere gli stranieri significa accettare di sostituirli nei loro campi di attività : lavoro in fabbrica, ristorazione, edilizia o servizio domestico ; mestieri che gli autoctoni, attirati principalmente dal settore terziario, non vorrebbero più esercitare. Il no esprime quindi il rigetto dell’iniziativa ma anche una risposta alla domanda posta dal testo : farete il loro lavoro ? La ferrovia simbolizza dal canto suo l’eventuale partenza dei migranti.
3. Diritti umani

1996
Pourquoi tant
de haine

Il manifesto condanna l’iniziativa « contro l’immigrazione clandestina » e sottolinea la dimensione ripetitiva dei diversi attacchi lanciati contro la popolazione immigrata in Svizzera. I visi mostrano segni di malumore e di ostilità. Gli sguardi sono orientati verso un personaggio nell’angolo inferiore destro dell’immagine. Costui è l’unico ad avere la pelle scura e rappresenta l’immigrante oggetto delle proteste degli altri individui. Tra di essi, solo un uomo reagisce, indignandosi per l’odio nei confronti degli stranieri.
4. Diversità culturale

2007
Une société
Multiculturelle
a ses limites

Inserendo una moschea in un paesaggio della Svizzera centrale, con il Cervino sullo sfondo, l’Unione democratica federale suggerisce che la chiesa è stata sostituita al centro del villaggio da un luogo di culto islamico, simbolo dell’alterità culturale e religiosa assoluta. La rappresentazione di una Svizzera stereotipata produce un patchwork identitario d’immagini eterogenee. L’attacco sferrato contro il multiculturalismo sfocerà nell’iniziativa, accettata il 29 novembre 2009, contro la costruzione di minareti.