1. Apertura e chiusura di fronte allo straniero

1999
Accueil oui...
Laisser faire non

Un uomo dall’aspetto minaccioso spunta al centro della bandiera svizzera. Irrompe bruscamente, strappando una figura altamente simbolica, l’emblema nazionale. Il mento quadrato, i baffi e i capelli neri, così come il colore della pelle indicano che si tratta di uno straniero, probabilmente di origine balcanica. Gli abiti e l’espressione del viso non lasciano alcun dubbio sulle sue intenzioni. Lo straniero entra nel paese da criminale, per impossessarsi in modo delittuoso delle sue ricchezze.
2. Questioni economiche e demografiche

1970
Votez non

La metafora del ramo segato è ricorrente durante tutta la campagna contro l’iniziativa Schwarzenbach. Viene usata in particolare dagli ambienti padronali che, tramite la Società per lo sviluppo dell’economia svizzera, conducono una campagna di opposizione molto attiva. Il loro discorso è essenzialmente centrato sui benefici dell’immigrazione, giudicata indispensabile allo sviluppo economico del paese e quindi alla sua prosperità, rappresentata dall’albero preso di mira dal cittadino svizzero, chiaramente identificabile dal costume tradizionale.
3. Diritti umani

1996
Pourquoi tant
de haine

Il manifesto condanna l’iniziativa « contro l’immigrazione clandestina » e sottolinea la dimensione ripetitiva dei diversi attacchi lanciati contro la popolazione immigrata in Svizzera. I visi mostrano segni di malumore e di ostilità. Gli sguardi sono orientati verso un personaggio nell’angolo inferiore destro dell’immagine. Costui è l’unico ad avere la pelle scura e rappresenta l’immigrante oggetto delle proteste degli altri individui. Tra di essi, solo un uomo reagisce, indignandosi per l’odio nei confronti degli stranieri.
4. Diversità culturale

1970
Wir brauchen
diese Menschen

Questo manifesto insiste sull’interesse comune che lega migrazione e società d’accoglienza : l’immigrazione è anche una necessità per la Svizzera. Le sagome nere rappresentano i migranti, la cui origine è indicata dalle bandiere. Si tratta dei paesi limitrofi che forniscono lavoratori alla Svizzera dall’Ottocento (Germania, Italia, Francia e Austria), così come dei paesi d’immigrazione più recente (Iugoslavia, Turchia, Grecia e Spagna) o degli Stati i cui rifugiati sono stati accolti dalla Svizzera in seguito alle invasioni sovietiche (Ungheria 1956 e Cecoslovacchia 1968).