1. Apertura e chiusura di fronte allo straniero

1936
Oui contre
le communisme

Durante gli anni 1930, lo stereotipo dello straniero trova il suo parossismo nella figura del comunista che cristallizza, per i conservatori, le inquietudini e le angosce latenti legate al contesto agitato del primo dopoguerra. La caricatura di Stalin, che domina la città di Ginevra, illustra le paure di un’ invasione culturale e ideologica che porta i politici, diventati marionette di Mosca (Léon Nicole a destra e Jean Vincent a sinistra), alla loro perdita e a quella dell’intero paese. Il loro tradimento lascia così la porta spalancata all’invasione sovietica.
2. Questioni economiche e demografiche

2004
Ohne uns
geht nichts

Il movimento « Solidarietà senza confini » illustra il risultato del rinvio degli stranieri. Una fotografia, che occupa tutto il poster, mette in scena un appartamento, che sembra essere quello di una famiglia (presenza di giocattoli) della classe media (un salotto spazioso, ma senza sfarzi). Si nota subito il disordine ; un cesto di bucato è presente in primo piano. Il rinvio di Ana Maria Garcia ha lasciato la famiglia Müller senza donna delle pulizie, recita il testo, sottolineando che senza gli stranieri non funziona più nulla, tanto per l’economia, quanto per la sicurezza sociale o la cultura.
3. Diritti umani

1999
Démentèlement
du droit d'asile

Divisa in due parti, l’immagine gioca sulla simmetria e sulle opposizioni cromatiche. Le due figure con le braccia tese le une verso le altre sono separate da una frontiera bianca. Il testo, che denuncia lo smantellamento del diritto d’asilo proposto nell’ambito di questa votazione, chiede che i diritti dei rifugiati siano preservati. Il manifesto insiste sul principio dell’uguaglianza di trattamento tra richiedenti l’asilo e cittadini svizzeri e sottolinea la barriera che il progetto innalzerebbe tra queste due categorie.
4. Diversità culturale

2004
Made in
Switzerland

La denominazione di origine, il famoso Made in Switzerland, è impiegato per descrivere una Svizzera diventata multiculturale. La fotografia dei bebè dai colori di pelle diversi esprime visualmente questo messaggio di coesione attraverso la diversità. I bimbi guardano verso l’alto, forse verso un futuro più aperto in cui l’integrazione grazie alla naturalizzazione sarà facilitata, come richiesto dai sostenitori delle iniziative. I fanciulli evocano però soprattutto direttamente il tema delle votazioni, che riguarda la seconda e la terza generazione di stranieri.